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Rallentare i ritmi e vivere meglio

Viviamo in una dimensione sempre più frenetica e iperconnessa, e ci siamo abituati così tanto alla sua velocità da non rendercene nemmeno conto. Quante volte capita di pensare “non ho tempo”? O di sentire lo stress che avanza per colpa di un’app che si avvia troppo lentamente sul nostro smartphone? Tutto sembra accelerare, e noi cerchiamo di stare al passo, velocizzando le nostre routine, anche in questi giorni in cui bisogna restare a casa. Ma il corpo manda dei segnali che, se ascoltati con attenzione, chiedono tutti lo stesso cambiamento: imparare ad andare più piano. 

E se trasformassimo questa pausa dal mondo esterno in un’occasione per lavorare sui nostri bioritmi? Si può cominciare dall’alimentazione, o dalle proprie abitudini di lavoro o, ancora, includendo la meditazione. Piccoli aggiustamenti, fisici e mentali, che riportino le nostre velocità in armonia al corpo e ai suoi ritmi naturali.  

Ecco 5 consigli utili per ritrovare il proprio ritmo

Mangia più lentamente

Hai scelto di migliorare la tua dieta, magari con delle alternative vegetali – dei mini burger di melanzane, ad esempio, o agli asparagi, per eliminare la carne; o ancora delle verdure arricchite di seitan, per unire i benefici delle proteine vegetali alle fibre della frutta. Poi, però, mangi tutto in pochi minuti. La pausa pranzo dura sempre troppo poco, è vero, ma mangiare in fretta, oltre a trascurare il piacere genuino dell’assaporare il cibo, porta a un rallentamento della digestione e del metabolismo, e al conseguente accumulo di peso. Durante il prossimo pasto prova a goderti di più ogni boccone grazie a questo semplice trucchetto: dopo una forchettata, appoggia la posata e mastica, lentamente e a lungo. Vedrai che il tuo corpo ti ringrazierà.

Respira correttamente

Capita spesso essere così stressati da dimenticarsi un aspetto fondamentale: respirare. Prova ad ascoltare il tuo respiro e ti accorgerai che molte volte è frenetico, breve, sincopato. Hai quello che viene chiamato “respiro corto”, ovvero un chiaro sintomo di stress.

Fermati, allora, e fai una pausa di qualche minuto o distraiti bevendo qualcosa che possa rendere più gustosa la tua pausa. In questo modo ritroverai un ritmo più regolare e l’abitudine a fare respiri pieni, di pancia, che muovono il muscolo del diaframma aiutando i tuoi polmoni a riempirsi d’aria dopo ogni espirazione.

Scopri la mindfulness, la presenza mentale

Molti gesti quotidiani, sia a casa che al lavoro, si svolgono ormai automaticamente e, altrettanto automaticamente, si incrociano e sovrappongono: cuciniamo mentre parliamo al telefono, mangiamo distratti dalla tv, lavoriamo ascoltando la radio. Questo sforzo continuo, seppur inconscio, sottrae energie e aggiunge sovraffaticamento al corpo e alla mente. Ecco perché è importante fare tutto con attenzione, dando nuovo peso ai gesti che sembrano trascurabili. Riscopri il valore di ogni momento prestando attenzione al “qui e ora” in modo consapevole. Per questo il prossimo punto è ancora più importante!

Torna a fare una cosa alla volta 

Saper pensare a più cose contemporaneamente è un aspetto fondamentale dell’uomo, in particolare di quello moderno. Ma non è naturale farlo tutto il giorno, tutti i giorni. Impara a trovare dei momenti della giornata in cui concentrarti su un’attività alla volta, che sia un hobby o un task lavorativo. 

Un esempio? La prossima volta che fai attività sportiva prova a non mettere subito la musica nelle orecchie, ma concentrati sul respiro e su come il tuo corpo si scalda durante l’allenamento.

Allontanati dalla tecnologia

Al giorno d’oggi siamo immersi costantemente nella tecnologia: smartphone, computer, smart tv, smart home, smart car... Insomma, sembra che l’unica cosa non “smart” sia il nostro modo di usare questi dispositivi! Ricordati di concedere alla tua mente qualche hobby offline: una buona lettura, una ricetta elaborata, un gioco da tavolo in famiglia: esistono migliaia di possibilità! E, soprattutto, allontana i dispositivi la sera, un paio d’ore prima di andare a letto. Vedrai che il classico “non riesco a dormire” diventerà, appunto, solo un brutto sogno. 

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